Diario di campagna: settembre e vendemmia

Aggiornato il: 11 mag 2018

2 settembre 2002

Settembre è arrivato. L'estate è volata via. Certo, fa ancora caldo ma si sa che basta una pioggia per raffreddare il nostro clima piemontese. Dato che per me questo è il primo anno di esperienza nell'orto tutti i mesi arrivano pieni di novità. Anche se lo so che ho ancora molta strada da fare. Mi rendo conto il quanto sono ancora alle prime armi, quando vedo l'operato dei miei vicini. Anche loro mi sembrano molto appassionati, ma mi sembra che ci vadano un po' troppo pesante con questi prodotti che danno.



Tornando ai miei bei raccolti … Qui si raccoglie l'uva a settembre, da queste parti si trova la qualità Dolcetto! Alessandro, anche se possiede l'azienda di famiglia da generazioni, non è mai stato un appassionato della terra e si stupisce della mia voglia di vendemmiare l'uva. Da come tutti descrivono questa pratica, deve essere un bel po' stancante… Speruma bein, come si dice in dialetto piemontese. Sono una donna di statura media e resisto molto bene alla fatica, dovuta anche all'allenamento a cui io e mio compagno ci dedichiamo ogni giorno.


18 settembre 2002

Abbiamo vendemmiato... Che fatica! Ho le braccia che mi bruciano, mi fa male la schiena e ho crampi ai polpacci e la tibia che mi tira. Oggi ho scoperto nuovi muscoli!

Ho scoperto anche una vita parallela a quella che avevo vissuto sino ad oggi. Figuriamoci, vivevo a San Paulo del Brasile e immergersi in una realtà come quella della vita contadina di un piccolo paese nel basso Piemonte è come andare sulla Luna.

La gente di qui, gli anziani in particolare, il più delle volte parla il dialetto. Prima credevo lo facessero apposta per non farmi capire, ma dopo mi sono ricreduta, sono proprio così.


Comunque della vendemmia mi sono piaciute alcune cose in particolare: la bellezza di raccogliere l'uva in una calda giornata del mese di settembre, lo schiacciare quell'uva incontaminata tra i denti e ... non dimentichiamo il peso della cavagna, la cesta che si usa per raccogliere i grappoli dalla vite. Aldilà di tutto questo mi hanno stregato i racconti di quella gente. La loro voce arrivava dritto alle mie orecchie, che tentano di decifrare ogni parola. Quelle erano voci della magia. I 'vecchi' sanno delle cose, in un modo molto semplice, loro risolvono tutto. Saranno momenti che rimarranno fissati nella mia memoria: il peso della cavagna, il profumo dell'uva che fermenta, la voce della gente e il riposo intorno al tavolo.

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